DOUBLE NOIR

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Double Noir

DOUBLE NOIR
Sounds, Codes, Visions from the XX Century:
F. Poulenc: LA VOIX HUMAINE / A. Schoenberg: ERWARTUNG

ANALISI PROGETTUALE, INTENTI, SVILUPPO ARTISTICO E DRAMMATURGIA PARALLELA
Il presente progetto nasce dalla collaborazione di un gruppo di artisti impegnati nella totalita’ dei campi espressivi: Musica, Teatro, Arti Visive. L’urgenza di un confronto creativo, comunicativo e rappresentativo che al tempo stesso richiedesse anche il coinvolgimento delle suddette figure professionali, ha indotto a scegliere due capolavori per antonomasia del Teatro Contemporaneo: La Voix Humaine di Francis Poulenc ed Ewartung di Arnold Schoenberg. Una sfida che si consumera’ tra la pièce Teatrale e il Lavoro Musicale di Francis Poulenc. Una Donna, anzi due, che consuma il suo atto d’amore estremo passando attraverso i percorsi della vita, attraverso le ossessioni, le manie, le certezze, le insicurezze, le nevrosi, il sacrificio. Una Donna che esplorera’ l’universo femminile relativo all’epoca di concezione del lavoro e quello piu’ vicino ai nostri tempi, con il dramma.

Elle vive subendo la solitudine in maniera passiva, ad esempio contemplando un televisore che trasmette solo rumore. Rifugiandosi nell’esteriorita’, da cui trae sicurezza. Ricercando in bambole e giochi la maternita’ negata. Idealizzando in quattro porta abiti o manichini vestiti con indumenti, verosimilmente appartenenti all’amante, la presenza costante di una figura maschile, che vigili e che protegga la sua esistenza. L’azione prendera’ vita in uno spazio che occlude ogni uscita, una struttura di natura profetica, quasi una scatola da cui non si fugge. Una schiavitu’ moderna, condizionata da una psiche resa passiva dal tempo, dall’alienazione.

Su una drammaturgia parallela, inspirata dalla relazione intercorsa tra Maria Callas e Aristotele Onassis, la violenza psicologica perpetrata con gliaciale fermezza verso il Mito, la passione, la schiavitu’ cieca, imposta da un amore andato oltre ogni logica barriera, l’infantile bisogno di protezione, ogni difesa che cade, gli abusi. Questa la base da cui lo spettacolo nasce, imponendo un rigore totale verso la resa espressiva, la posturizzazione, il vivere la Callas. Un percorso che racconti la Diva tramite i mezzi corporei, i media, l’atmosfera, il passato che aleggia pesante e minaccioso nella figura di Elle. La scatola occllusiva della fama, del successo, che origina una cella virtuale dove ci si rifugia per morire, prima dentro e puoi fuori, dove il telefono (protagonista del dramma) diventa mezzo di una fuga che non si vuole attuare e mezzo per gridare al mondo che vorresti uscirne ma che non ne hai intenzione, perche legata alla speranza (aliena) di tornare ad avere quello che hai perso: autostima, successo, fama e sopratutto l’amore. Nei clips video la Diva vede scorrere tutta la sua vita, interpolando la realta tramite video camere che ne fermano le espressioni di disperazione, gioia, dolore, morte.

Piu fedele al progetto originale, vuole disegnare un carattere proprio di quei tempi: sognatrice, ingenua, romantica legata da un fedeltà incondizionata, a tratti irritante, che non trova giustificazione dai condizionamenti della societa’. Una donna consapevole e ferma nei suoi codici sentimentali. Una donna che convive con l’utilizzo di farmaci e con l’abuso di alcool, che cerca conforto nella cioccolata e nelle sigarette, e che cavalca il suo destino con consapevolezza.

Un lato interessante della messa in scena, riscontrabile nello sfruttare qualsiasi superficie, coinvolgendo giocoforza pubblico e strumentisti ad assumere un ruolo, e quel ruolo sara’ necessariamente un ruolo negativo, di presagio, tristezza e morte. Quasi un Caronte moderno chiamato a traghettare Maria, col suo strumento-sgomento-barca. La struttura scenica non richiede uno spazio compresso o occlusivo. L’apertura ad ampi spazi descrive meglio e regala piu’ immaginazione all’azione di Maria. La forzata scelta di indumenti e trucco vicini al Noir Francese, assegnano all’azione il suo stato naturale, regalando al dramma l’ oscurita’ di cui necessita, caratterizzando fortemente Elle nella migliore delle maniere.

Rappresentare ERWARTUNG, necessita di maggiori attenzioni, vista la continua dinamicita’ dei cambi scenici e degli spazi, ove prende vita l’azione. La forza delle immagini cinematografiche, oltre a narrare, ma non didascalicamente, i passi del Dramma, aiuteranno a far camminare il pubblico assieme alla protagonista. Nel Parco, nella Foresta fino ad entrare nel sentiero che porta all’ Inferno. Un inferno Invisibile, Intimo, Recondito tutto esistente nella Mente della Donna, ormai obbediente a tutto cio’ che la Psiche le suggerisce. Dubbi, certezze, incredibili convinzioni, che creano progressivamente un cerchio che la stringe fino a farla precipitare nel peggiore degli incubi e degli abissi mentali, tanto da intavolare un discorso, di una naturalita’ innocente, col suo Uomo, morto sul selciato, credendolo vivo e nel pieno della discussione, al punto di rispondere anche alle sue incalzanti e visionarie domande.
La caratteristica del concetto drammaturgico, verte sull’utilizzo di Immagini di molti Orologi, Lancette e Meccanismi. Il Tempo, l’Attesa (Erwartung) e’ la ragione dominante, scandito senza pieta’ da questi inoffensivi ma devastanti oggetti. Le meccaniche, le ruote dentate, funzionano parallelamente al funzionamento della mente della Donna, e quando si incepperanno lo faranno nello stesso momento in cui svanira’ definitivamente il mondo reale per diventare l’Inferno a cui si accennava precedentemente.

Il Coraggio di mettere in scena due Temi di cosi’ dura origine scaturisce anche dalla totale Modernita’, Conteporaneita’ dei due lavori in questione. La volonta’ di affrontare e trasmettere un punto di vista piu Moderno, che vuole recepire, in completa obiettivita’, queste verita’ spesso travisate o ignorate dal mondo circostante. E per finire, la decisione di posizionare lo spazio scenico nel mezzo dell’Orchestra, nasce da appunto dimostrare che l’Invisibilita’ esiste, al punto di arrivare a scambiare archetti dei violini, pagine di musica fruscianti in lingue di fuoco, in fiamme infernali, che ardono nella mente e nei pensieri di tante, troppe persone che hanno scelto di sparire, pur essendo nel mezzo delle strade principali di una qualsiasi citta’.


DOUBLE NOIR
Sounds, Codes, Visions from the XX Century:
F. Poulenc: LA VOIX HUMAINE / A. Schoenberg: ERWARTUNG

PROJECT ANALYSIS, INTENT, ARTISTIC DEVELOPMENT AND PARALLEL DRAMATURGY
This project is a collaboration of a group of artists involved in all fields of expression: Music, Theatre, Visual Arts. The urgency of a creative, communicative and representative confrontation, that required at the same time also the involvement of these professionals, has led to choose two masterpieces by definition of “Contemporary Theatre”: La Voix Humaine by Francis Poulenc and Erwartung by Arnold Schoenberg. A challenge between the theater pièce and the Musical Work of Francis Poulenc. A Woman, or rather two, who consumes her act of extreme love by passing through the paths of life, through the obsessions, delusions, certainties, insecurities, neuroses, the sacrifice. A woman who will explore the female universe, relative to the time of the conception of the work and to that the more close to our times, with the drama.

Elle lives experiencing loneliness in a passive manner, for example watching a television broadcasting only noise. Taking refuge in exteriority, from which she draws safety. Researching in dolls and games the motherhood denied. Idealizing in four clothes hanger or mannequins dressed in clothes, probably belonging to the lover, the constant presence of a male figure, watching over and protecting her existence. The action will come to life in a space that occludes each output, a structure of prophetic nature, almost a box from which you can’t escape. A modern slavery, conditioned by a psyche rendered passive by time, by alienation.

On a parallel drama, inspired by the relationship occurred between Maria Callas and Aristotle Onassis, the psychological violence perpetrated by glacial firmness toward the Myth, the passion, the blind slavery imposed by a love went beyond all logical barrier, the need for child protection, any defense that falls, the abuses. This is the basis from which the show was born, imposing a penalty to the total yield of expression, to “live” the Callas. A path that tells the Diva through bodily means, the medias, the atmosphere, the past that hangs heavy and menacing in the figure of Elle. The occlusive box of fame, of success that generates a virtual cell where you take refuge to die… first inside and then outside, where the phone (the protagonist of the play) becomes a means of an escape, that you do not want to implement, and a means to shout to the world that you’d get out of it but that you have no intention, because linked to the hope (alien) to return to have what you lost: self-esteem, success, fame and above all love.

In the video clips the Diva sees slide her whole life, interpolating reality through video cameras that stop expressions of despair, joy, pain, death. More faithful to the original design, she wants to draw a special character of those times: a dreamer, naive, romantic, linked to an unconditional loyalty, irritating at times, which is not justified from the constraints of society. A woman who is conscious and firm in her sentimental codes. A woman who lives with the use of drugs and alcohol abuse, which seeks solace in chocolate and cigarettes, and rides his fate with awareness.

An interesting side of the staging, verifiable in exploiting any surface, involving clear public and instrumentalists to play a role, that will be necessarily a negative role, of foreboding, sadness and death. Almost a modern “Charon” called to ferry Maria, with his instrument-awe-boat. The stage structure does not require a compressed or occlusive space. The opening to large spacious best describes and gives more imagination to the action of Maria. The forced choice of clothes and make-up near the French Noire, assigns to the action its natural state, giving the drama the darkness it needs, Elle heavily featuring in the best of manners.

Representing Erwartung needs more attention, due to the continued dynamism of scene changes and spaces, where the action comes to life. The strength of the movie images, over to tell, but not didactically, the steps of the Drama, helps the audience to walk along with the protagonist, in the Park, in the forest, until to enter the path that leads to the “Inferno”. A hell invisible, intimate, hidden , whole existing in the Mind of Woman, who is now obedient to everything that the Psyche suggests . Doubts, certainties, incredible beliefs that create a circle that gradually narrows her until to let her fall into the worst of nightmares and mental abysses, enough to engage a conversation, with a naturalness innocent ,with her man dead on the pavement, thinking him alive and in the middle of discussion, even to the point of responding to his relentless and visionary questions.

The feature of the dramaturgical concept, focuses on the use of images of many Watches, Lancets and Mechanisms. The time, the Expectation (Erwartung) is the dominant reason, marked without mercy from these devastating but harmless objects. The mechanical gears, the gear wheels run parallel to the workings of the mind of the woman, and when there will be a jam, it will happen in the same time when the real world will permanently vanish to become the Hell that was mentioned previously.

The Courage to stage two themes of such a tough origin, also stems from the total Modernity’ and Contemporaneity ‘of the two works in question, the will to deal with and convey a point of view more “Modern”, which wants to recognize in full objectivity these truths , often misrepresented or ignored by the surrounding world. And finally, the decision to place the stage space in the middle of the Orchestra, founded by precisely demonstrate that the “Invisibility” exists, to the point of exchanging bows of the violins, rustling music pages, in tongues of fire, infernal flames , that burn in the mind and in the thoughts of many, many people, who have chosen to disappear, despite being in the middle of the main streets of any city .

 

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